Poco osso: come evitare gli innesti ossei.

Ti è stato detto che hai poco osso?

Molti pazienti si presentano alla nostra osservazione, dopo avere fatto altre visite, lamentando che è stata diagnosticata loro una mancanza di osso. Questi pazienti sono convinti dell'impossibilità di intervenire con l'implantologia dentale. E' con sorpresa che ci accorgiamo che la valutazione è stata fatta basandosi esclusivamente su di una radiografia panoramica.

Importante ricordare che:

La panoramica dentale (ortopantomografia) non è sufficiente per verificare mancanza di osso (poco osso). La sola indagine radiologica che permette all’odontoiatra di conoscere l’altezza e lo spessore dell’osso a disposizione per l’inserimento di un impianto dentale è la TAC ( tomografia assiale computerizzata). In odontoiatria si utilizza la TAC Cone Beam, una specifica TAC con emissione di radiazioni ridotte rispetto ad una normale TAC.

Pazienti con poco osso

In pazienti con evidenti e marcate carenze di osso (poco osso) l’implantologia dentale utilizza tecniche di rigenerazione e ricostruzione ossea. Il fine è quello di aumentare i volumi ossei in modo da consentire la possibilità di inserire gli impianti dentali.

Queste procedure presentano i seguenti limiti:

  • Una certa invasività chirurgica.
  • Tempi lunghi di riabilitazione.
  • Costi elevati per il paziente, sia economici che biologici.
  • Notevoli insuccessi a lungo termine (10 anni).

Vorremmo sottolineare che, ad esclusione dell’innalzamento del seno mascellare, queste tecniche possono non garantire sempre risultati certi, in quanto in molti casi l’osso innestato o rigenerato tende negli anni a riassorbirsi.

Proprio per ovviare a questi problemi nel corso degli ultimi anni gli studi sull’implantologia dentale si sono concentrati nel ricercare terapie rapide, semplici ed affidabili per risolvere casi complessi, soprattutto dove la quantità di osso a disposizione per l’inserimento degli impianti dentali è insufficiente (poco osso).
A stimolare la ricerca di valide alternative ai lunghi, laboriosi e costosi interventi di ricostruzione e rigenerazione ossea, sono state le richieste dei pazienti che:

  • Preferiscono interventi poco invasivi,
  • Tendono a rifiutare riabilitazioni troppo lunghe,
  • Si aspettano risultati certi.

Quali sono le alternative all’innesto osseo per un paziente con poco osso?

Le alternative all’innesto osseo nei casi di pazienti con poco osso prevedono:

  • Impianti corti,
  • Impianti inclinati,
  • Impianti pterigoidei,
  • impianti zigomatici.
    Tutte queste soluzioni chirurgiche possono essere sovente abbinate al protocollo di carico immediato ed offrono, quasi sempre, tempi rapidi di riabilitazione.

Impianti corti

Si intende per impianti corti quelli con una lunghezza inferiore agli 8,5 mm.

Un impianto corto è indicato:

  • Nei pazienti con atrofia ossea verticale (quando vi è un’ altezza dell’osso molto ridotta, come spesso si riscontra nelle aree posteriori dell'arcata superiore e dell'arcata inferiore).
  • Nell’arcata inferiore (mandibola) quando, nei casi di poco osso, con l’inserimento di un impianto troppo lungo si rischia di ledere il nervo alveolare inferiore (eventualità che arrecherebbe un danno permanente alla sensibilità del labbro).
  • Nell'arcata superiore quando si voglia evitare l’intervento di innalzamento del seno mascellare.

Impianti inclinati

La scelta di posizionare un impianto inclinato si rende spesso necessaria nelle condizioni difficili che il chirurgo implantologo incontra nel suo lavoro.

Un impianto inclinato è indicato:

  • Nell’arcata superiore (mascella) allorché si voglia evitare il recesso mesiale (la parte anteriore) del seno mascellare.
  • Nell’arcata inferiore (mandibola) per evitare l’emergenza del nervo alveolare inferiore.

Ricordiamo che come per gli impianti corti anche per gli impianti inclinati, una volta accertata la stabilità primaria, cioè un ancoraggio ottimale nell’osso residuo, si può procedere con il carico immediato.

Impianti pterigoidei

L’impianto pterigoideo è indicato:

Nell’arcata superiore (mascella) per evitare un intervento di innalzamento del seno mascellare soprattutto nei pazienti che per molti anni hanno portato protesi mobili (dentiere e scheletrati). In questo tipo di pazienti infatti si riscontrano molto spesso grosse carenze di osso.

Questi casi molto impegnativi possono essere risolti alle volte solo con l’inserimento di impianti pterigoidei. Quest’ultimi vengono inseriti nella zona molare raggiungendo il processo pterigoideo, una zona dove l’osso presenta caratteristiche favorevoli per garantire all’impianto una ottimale osteointegrazione.
E’ giusto sottolineare però che questo è un tipo di intervento non è esente da rischi perché si opera nelle vicinanze dell’emergenza dell’arteria palatina. Per questo motivo è di grande ausilio, per posizionare questo tipo di impianti, l’uso della chirurgia computer-guidata.

Impianti zigomatici

L’impianto zigomatico è un impianto molto lungo (da 30 a 50 mm.) che viene inserito partendo dalla zona premolare o molare e raggiunge l’osso dello zigomo. Questo tipo di osso ha una densità (consistenza) molto elevata che consente un ancoraggio ottimale e stabile. Solitamente si può procedere poi, anche nelle situazioni più estreme, con una riabilitazione a carico immediato.

Dobbiamo aggiungere che l'inserimento di un impianto zigomatico è un intervento piuttosto invasivo e che richiede quasi sempre di essere eseguito in anestesia generale .

Chirurgia computer-guidata

Una delle tecniche meno invasive e più predicibili nei casi di inserimento di impianti pterigoidei e impianti nelle aree posteriori della mandibola con poco osso, è l'utilizzo della chirurgia computer-guidata.  E' opportuno considerare e non dimenticare alcuni limiti di questo tipo di intervento.
La posizione dell’impianto pianificata sul computer e la reale posizione finale dell’impianto nella bocca del paziente, attraverso l'uso di mascherine chirurgiche, possono non coincidere perfettamente. Questo potrebbe gravemente danneggiare le strutture anatomiche circostanti.

Un nuovo sistema di controllo della chirurgia computer guidata.

Per ovviare a questo problema è stato ideato un sistema di controllo digitale brevettato dal Dr. Roberto Villa (brevetto internazionale accettato nel marzo 2013). Questa tecnica è stata anche pubblicata sulla rivista internazionale Journal Of Prosthetic Dentistry nel novembre del 2014. Grazie a questo sistema di controllo digitale (presente sul mercato con il nome di SafeSurgery Kit) si può prevedere e verificare con estrema precisione, prima della chirurgia computer-guidata, la reale posizione finale degli impianti pterigoidei e di quelli in prossimità del nervo mandibolare.

Conclusione

Valutando ogni caso clinico scrupolosamente spesso si possono pianificare alternative ai laboriosi interventi per aumentare i volumi ossei, quali innesti ossei o tecniche di rigenerazione ossea.
Nei pazienti con parodontite avanzata (piorrea) la presenza di denti residui sovente depone per la presenza di osso che, se pur in minima quantità, può essere sfruttata per inserire con successo degli impianti dentali.
Oggi nella nostra Clinica, grazie al protocollo OnlyOne®, siamo in grado di sfruttare a 360° queste minime quantità di osso residuo e procedere con riabilitazioni di implantologia a carico immediato in pazienti affetti da parodontite avanzata (piorrea) ottenendo risultati estetico-funzionali eccellenti e duraturi.

6 segnali di allarme:

  1. Le tue gengive sanguinano quando spazzoli i denti?
  2. Hai notato degli spazi svilupparsi fra i denti?
  3. Senti mai le gengive gonfie?
  4. I tuoi denti appaiono più lunghi di prima?
  5. Ti accorgi, a volte, di avere l’alito cattivo?
  6. I tuoi denti sono diventati sensibili?